Disegno di figura/anatomia
Obiettivi generali
Il corso di Disegno di figura prevede 2 ore settimanali al secondo e al terzo anno; 3 ore settimanali al quarto anno.
- Ciò che definisce il nudo è sostanzialmente il modo di guardarlo. In alcuni campi artistici, pensiamo ad esempio anche alla fotografia, è uno dei generi più trattati e da sempre è una delle fondamentali fonti d'ispirazione o di riferimento di ricerca. Lo stesso dicasi per le arti figurative nelle quali il nudo può manifestarsi nelle sue forme, nelle linee, nei volumi, nelle simmetrie, nei movimenti, nelle qualità di superficie, nella silhouette, dandoci una grande possibilità di studio, d'interpretazione e d'espressione grafico-pittorica.
- Ci si potrebbe chiedere quale senso possa avere - e soprattutto se ha ancora un senso - il disegno del nudo in una scuola d'arte, oggi. Non si tratta di una disciplina desueta e anacronistica?
Il disegno della figura umana (o del nudo), malgrado la sua apparente inattualità, rimane sempre un punto centrale per una corretta acquisizione del disegno, sia dal profilo grammaticale sia dal profilo della cultura artistica e espressiva. Benché esista una specializzazione precisa nell'ambito del disegno anatomico finalizzato alla scienza medica, lo scopo dello studio artistico del nudo non è quello di preparare dei disegnatori scientifici, bensì di organizzare una riflessione teorica e pratica attorno al corpo umano.
L'uomo rimane il centro dell'universo e la misura di tutte le cose, in relazione a uno spazio abitativo o funzionale, a un capo di abbigliamento, al mobile e alla città, al gioiello e al tatuaggio, senza tralasciare il mondo dei simboli religiosi. Primo tra tutti il mondo dei simboli cristiani; non è forse la croce l'estrema sintesi del corpo umano? Oppure, il nudo non è forse perennemente situato tra il peccato e la grazia?
La presenza del corpo umano nella pittura rimane costante anche nella modernità. Si pensi all'Action Painting, col dipinto come estensione di un atto fisico, a Yves Klein con le sue "Antropométries" nelle quali il corpo diventa impronta. Pensiamo ancora alla Body Art che, benché in modo polemico, ha messo il corpo al centro del dibattito artistico.
Lo studio del nudo è quindi elemento formativo e culturale al pari di altre discipline ritenute più attuali. Con esso impariamo anche a conoscere noi stessi e il nostro corpo, affascinati dall'armonia e dalla bellezza, ma anche dalla caducità e fragilità che lo contraddistinguono. - In definitiva il nudo è una sorta di cartina tornasole che ci dà un'indicazione sulle tendenze artistiche di un'epoca, e tanto più questa sarà complessa, come la nostra, tanto più numerose saranno le sfaccettature relative alla sua rappresentazione.
- La differenza tra il disegno di oggetti o di elementi naturali e la figura umana (senza voler entrare in campi troppo specifici e senza idealizzare eccessivamente la figura umana in senso metaforico) è evidente.
A volte, il confronto con la nudità del corpo umano, può risultare complesso, carico di significati psicologici e culturali. La modella che ci sta davanti, infatti, non è un semplice oggetto o manichino. Questi elementi possono ostacolare una visione "tranquilla" o, se vogliamo, più oggettiva, come potrebbe essere in un qualsiasi altro disegno d'osservazione. - Occorre qui porci la domanda su quali possono essere le forme di approccio al disegno della figura, senza passare attraverso una base di studio anatomico approfondito, com'è appunto il caso nella nostra scuola.
Sappiamo che il disegno è un'attività metodica e sistematica; mette in risalto ciò che ci impressiona fortemente e respinge ciò che è debole. Filtra, affina e salva, attraverso l'ordine, la molteplicità di stimoli visivi a cui siamo sottoposti. Disegnare vuol dire, prima di tutto, comprendere una forma o un volume nello spazio, individuarne le proporzioni, semplificare costruttivamente forme complesse. Queste regole si applicano, soprattutto nella fase iniziale, anche al corpo umano. In un secondo momento, ad acquisizione avvenuta, si entrerà nella dimensione dell'interpretazione e dell'espressività. - Sarà fondamentale aiutare lo studente a mettersi a proprio agio, motivandolo e rassicurandolo, aiutandolo a superare le inevitabili difficoltà iniziali mediante una metodologia che semplifichi l'approccio alla figura, sdrammatizzando i primi insuccessi.
Si tratta di partire dall'esterno - prima le forme esteriori o di contorno e poi i volumi - verso l'interno, individuando la struttura ossea e muscolare per evitare errori grossolani.
Gli obiettivi generali sono i seguenti:
- atteggiamento nei confronti della modella e della materia (regole di comportamento).
- Strumenti e materiali (l'oggetto tracciante e il supporto).
- Riferimenti alla storia dell'arte (le proporzioni del corpo umano nella storia dell'arte, il nudo come metafora, come esercitazione accademica, la perdita della sua centralità nella pratica artistica, nuove simbologie e nuovi significati).
- La forma generale del corpo (l'aiuto del manichino può rivelarsi molto utile, anche se non strettamente necessario).
- La posa.
- L'impostazione (inserimento della figura nello spazio).
- Le proporzioni e i canoni.
- La struttura portante del corpo.
- L'anatomia in senso strutturale e formale.
- L'involucro - la morfologia esterna (la figura e la linea di contorno).
- Le articolazioni.
- Le parti del corpo più complesse (le mani, i piedi, il viso).
- L'equilibrio, le tensioni, il movimento.
- Lo scorcio.
- Il chiaroscuro.
- Applicazioni tecniche diverse (grafite, carboncino, conté, inchiostri, acquerello).
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