Disegno tecnico/architettonico

Obiettivi generali

Il corso prevede 4 ore settimanali dal primo al quarto anno.

Premessa

Leggere correttamente la pianta di un alloggio o di un edificio, una carta topografica, il disegno di un mobile è oggi un'esigenza ricorrente e diffusa.
Dopo aver acquisito le regole di base della geometria descrittiva, è importante che lo studente riesca ad applicare questo bagaglio teorico e tecnico in modo consapevole, critico, sempre più autonomo e in termini interdisciplinari. Questo soprattutto in prospettiva di un eventuale ingresso nel mondo accademico. Ciò presuppone che l'allievo sviluppi una capacità di "lettura analitica e sintetica assieme, così da indurlo ad andare oltre il reale, a leggere dietro le forme, ad identificare e quindi rappresentare le leggi costitutive dell'oggetto, le regole del gioco, la genesi delle forme"(1) favorendo così un primo approccio all'universo architettonico.

Impostazione didattica

L'impostazione didattica prescelta è quella dell'apprendimento per situazioni-problema, che si basa sulla convinzione che lo studente apprende meglio quando coglie il senso del sapere che gli viene proposto e quando si sente sufficientemente motivato a scoprire e a mobilitare le proprie conoscenze per affrontare un problema della vita quotidiana. "Questo processo mira a rendere lo studente protagonista attivo del suo apprendimento e lo abitua all'uso delle proprie conoscenze, realizzando l'obiettivo di tradurre il sapere nel saper fare"(2).
In quest'ottica, quel che il programma si propone è di agevolare l'acquisizione di concetti fondamentali per il disegno geometrico ed architettonico, mettendoli in relazione costante con gli oggetti del reale e il mondo progettuale. Quest'ultimo aspetto diventa il fulcro di tutta l'attività, che si completa con l'approccio interdisciplinare. Esso trova una sua conferma nelle recenti riflessioni di un gruppo di lavoro interno al CSIA che sostiene quanto segue:
"La realtà formativa della scuola, per le sue peculiarità intrinseche e per i suoi stretti rapporti con il mondo professionale, fa sì che si possa parlare di una "interdisciplinarità vissuta", quindi di esperienze quotidiane che in un qualche modo sono connotate da riferimenti ed esigenze interdisciplinari"(3).
La scelta didattica impone una sequenza di contenuti, che permettano di cogliere il rapporto tra teoria e realtà, tra nozioni e progettazione. A tal fine l'insegnamento limita al minimo gli interventi cattedratici, in favore di strategie d'attivazione di gruppo, il cui filo conduttore è un progetto o un avvenimento culturale di particolare attualità.

(1) Coradeschi, Sergio, Il disegno per il design. Milano: Ulrico Hoepli editore, 1986, p. 1.
(2) Caligaris, Luigi e altri, Realtà, immagini e tecnologie. Corso di tecnologia e disegno per licei. Milano: Ulrico Hoepli editore, 1999, p. XII.
(3) CSIA, Interdisciplinarità e progetti. Lugano, febbraio 2003, policopiato.

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