COMUNE DI GIORNICO
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Breve storia di Giornico
In uno scritto della prima metà del X secolo viene indicato con il nome di de Iudicibus Giornicensis, nel 1202 Iornico e nel 1210-1258 Zurnigo: in tedesco anticamente veniva chiamato Yrnis o Girnis. La sua posizione strategica, ai piedi delle gole della Biaschina, ne ha da sempre fatto luogo di sosta e di approvvigionamento per le persone che volevano attraversare le Alpi utilizzando il passo del San Gottardo. Nel tempo si affermò come importante centro politico e religioso della Leventina. La sua importanza politica fu nel medioevo dovuta anche al casato dei da Giornico, ricca famiglia feudale del luogo, con possedimenti sparsi oltre che in Leventina anche nelle altre valli Ambrosiane. Questo influente casato, che aveva la principale residenza nel borgo, nell'XI secolo si schierò con l'Imperatore contro i canonici di Milano.
Bernardo da Giornico venne nominato avogadro di Leventina dai conti von Lenzburg, che avevano ottenuto dall'Imperatore del Sacro Romano Impero il controllo sulle alte valli ticinesi. Questo durò per poco tempo tra il 1160 e il 1176, in seguito con la sconfitta di Barbarossa a Legnano, la valle tornò sotto il controllo dei canonici del Duomo di Milano. Questo tolse al casato il controllo sulla valle, con evidenti vantaggi per le comunità locali che mal tolleravano il controllo delle famiglie feudali. Questo non impedì a molti da Giornico di far parte del ceto dirigente locale. Già nel 1236 un Giovanni da Giornico figura come rappresentante in Leventina del podestà Obizzone Visconti.
Il 28 dicembre 1478 vi ebbe luogo la battaglia di Giornico o dei "Sassi grossi", che si concluse con la vittoria delle truppe della Confederazione elvetica sull'esercito sforzesco, a seguito della quale l'intera Val Leventina passò dal dominio milanese a quello svizzero. A Giornico, sotto la signoria del capitolo di Milano, si tenevano le sessioni supplementari di giustizia delle Tre Valli. Luogo da sempre di passaggio tra nord e sud fu molto favorito dalla sua posizione, ma ne subì in pieno anche gli aspetti negativi. La peste colpì il paese nel 1584, 1566 e nel 1629, in quell'anno le vittime furono duecentosessantacinque. La parrocchia di Giornico è autonoma dal 1567, anche se non è nota la data precisa del distacco dalla matrice di Biasca.
Giornico è nota per le sue sette chiese evidente segno di grande devozione, ma anche di agiatezza degli abitanti del borgo nel passato. Tra le più antiche, quella di San Nicolao, in puro stile romanico. La chiesa di San Pellegrino, posta fuori paese sulla strada che un tempo risaliva le gole della Biaschina verso Chironico, con gli importanti affreschi dei Tarilli del 1589. Molto importante per i suoi affreschi quattrocenteschi anche la chiesa di Santa Maria del castello, che era posta all'interno della fortezza fatta distruggere dagli urani nel 1518. La chiesa parrocchiale di San Michele, l'oratorio di San Carlo Borromeo, la chiesa di Santa Maria di Loreto fatta erigere nel 1682 da Pietro Pedrina, barbiere in Venezia che fece fortuna con il gioco d'azzardo e con l'acquisto di navi date per affondate, ma che poi arrivavano in porto. Nella frazione di Altirolo sta la chiesetta di San Giorgio.