Monumenti
Il monumento della battaglia dei sassi grossi
Questa statua é un ricordo della battaglia dei sassi grossi, svoltasi il 28 dicembre 1478 fra i Leventinesi ed i Confederati contro le truppe Milanesi. Il parto del monumento fu lungo e difficile: la proposta, lanciata dal biaschese Isidoro Rossetti nel 1886 e ripresa in vista dei festeggiamenti del 450° del 1928, incontrò innumerevoli difficoltà di ordine politico, finanziario ed artistico. Finalmente, nel 1929, a seguito del secondo concorso, l'incarico fu affidato allo scultore Apollonio Pessina di Ligornetto, che cominciò i lavori il 10 giugno 1932. Operò, coaudiuvato dai tagliapietra Giuseppe Redaelli e Antonio Tengattini, su un enorme masso di granito che si trovava, in buona parte sotto terra, all'inizio del bosco sopra il punto in cui sorge adesso il monumento (che pesa ca. 20 tonnettate). Fu trasportato con l'ausilio di binari. L'inaugurazione ufficiale avvenne il 1 agosto 1937. L'opera costò complessivamente 27'000 franchi.
La torre di Attone
Al centro del paese di Giornico si trova la torre di Attone, che si ritiene essere parte di un complesso fortificato antecedente al Mille, edificata alla fine del Trecento.
Prende il nome dal vescovo Attone di Vercelli, che forse vi soggiornò e che alla morte lasciò i suoi beni, tra cui le Tre Valli Ambrosiane ai Canonici della Chiesa Maggiore di Milano. Di costruzione quadrangolare, si elevava su cinque piani.
Nel secolo passato, quando ancora era di prorietà privata crollò; successivamente venne ricostruita ma con due piani in meno.
La torre è attualmente in restauro.
I ponti romanici
I ponti romanici sono risalenti ai secoli XII-XIII, i ponti collegano il paese diviso dal fiume Ticino. Facevano parte dell'antica mulattiera del San Gottardo fino al 1500. Documentati già nel XIV sec. sono stati restaurati nel XVI sec.
L'isola sul fiume Ticino, situata fra i due ponti romanici, ha una caratteristica del tutto particolare: é la prima zona industriale del paese. Infatti in quella zona verso il grande nuovo ponte, esiste tutt'ora il grande canale che convogliava l'acqua del fiume Ticino verso i fabbricati che, nella zona, erano adibiti ad uso artigianale: una segheria, una forgia, un mulino, una piccola fabbrica di cioccolata che era in attività verso la metà del secolo scorso.
Tutti questi fabbricati avevano gli impianti per la loro specifica lavorazione, azionati dalla forza idrica.