Ripassarono il Gottardo lasciando in Leventina alcuna compagnia d'uomini di Svitto, Zurigo, Lucerna ed Uri, e le milizie della valle, gli Svizzeri, sotto gli ordini di Troger capitano d'Urania, i Leventini, sotto quelli del capitano Stanga di Giornico.
Il conte Torello aveva ricevuti rinforzi e l'espresso comandamento di cacciar gli Svizzeri anche dalla Leventina. Tolte seco più di quindici migliaia di soldati, con grande seguito di cavalli e cannoni, avanzandosi verso il ponte di Biasca. Quindi se gli fece incontro un corpo di Leventini, che non per altro l'affrontarono, se non per condurlo nel piano tra Bodio e Giornico, dove il loro capitano Stanga ogni cosa aveva predisposto a render fatale la giornata a' ducheschi. Allagata era la pianura nell'aspettazione che l'aspro freddo della notte la convertisse in un campo di ghiaccio; e pronta era sulle alture gente che dirupar ne dovea innumerevoli e grossi macigni. Tutto andò a meraviglia.

